mercoledì 5 agosto 2026

Maschere e volti di fine stagione

Finalmente è finita la stagione... 

Questo caldo mi fa bollire il cervello e riflettere... 

Rifletto sulla stagione appena trascorsa.

Rifletto sui miei ragazzi.

Rifletto su quello che abbiamo costruito, su cosa avremmo potuto fare meglio...

ma soprattutto...

Rifletto su me stesso, sulle maschere che ho indossato quest'anno nei vari momenti della vita: a scuola, in piscina e nella quotidianità.

Maschere forse necessarie, ruoli da interpretare, fragilità da proteggere ma spesso pericolosamente distanti da me e dalla mia visione del mondo, fino a creare, a volte addirittura una frattura con la mia interiorità più profonda.

E non posso fare a meno di pormi alcune domande: forse alcune di quelle maschere hanno bisogno di essere truccate in modo nuovo?

Attenzione... non per renderle più belle o più convincenti, 

ma per farle assomigliare maggiormente al volto che c’è sotto, perché mi sono accorto che, qualche volta, nel tentativo di preservare lo status quo e mantenermi in equilibrio ho finito per sacrificare una parte di me.

Non voglio necessariamente liberarmi di tutte le mie maschere, perchè ne ho bisogno per affrontare ruoli e responsabilità ma non voglio che diventino sbarre, che mi rendano estraneo a me stesso.

Forse la verità non consiste nel vivere senza maschere, magari ci basta riconoscere quando non ci appartengono più e avere il coraggio di ridisegnarle, con tutti i rischi del caso.

La verità è che dobbiamo trovare il coraggio di cambiare anche indossando maschere nuove, differenti dalle solite ma che rendano un pochino più visibile il volto che c'è sotto...

Intanto ascolto il PENSIERO IN MUSICA e ci penso

Ciascuno si racconcia la maschera come può — la maschera esteriore. Perché dentro poi c’è l’altra, che spesso non s’accorda con quella di fuori.
Luigi Pirandello 

M.B.

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